Disturbo dello Spettro Autistico

L’autismo è un disordine cerebrale complesso che coinvolge molti aspetti dello sviluppo dei bambini, incluso il modo di parlare, di giocare e di interagire .

Nonostante le cause dell’autismo non siano del tutto conosciute, gli esperti concordano sul fatto che è meglio intervenire quanto prima nel trattamento dei sintomi dei bambini autistici.

I campanelli d’allarme dell’autismo nei bambini di tutte le fasce d’eta’

Una diagnosi seguita da una riabilitazione precoce, potrebbe essere essenziale per il possibile

recupero del bambino.

È un disturbo ad andamento cronico ma esistono molte varianti all’interno dei vari quadri clinici.

La diagnosi certa non si può avere prima dei due anni, ma si possono riconoscere alcuni campanelli d’allarme già nei primi mesi di vita del bambino.

Quando i bambini crescono, i segnali di autismo aumentano e si diversificano. Esistono diversi segni e sintomi che possono indicare la presenza di autismo.

Il bambino autistico:

  • Non indica con il dito ciò che vuole o ciò che lo interessa, gesto che normalmente un bambino riesce a fare entro l’anno d’età.
  • Non si volta se chiamato per nome in quanto indifferente alla voce degli altri.
  • Normalmente verso i sei mesi un bambino produce una vasta gamma di suoni, questa fase si chiama lallazione. Nei bambini autistici questa fase si presenta in ritardo o addirittura non si presenta;
  • Ha uno sguardo assente, dimostra indifferenza verso gli altri e non mantiene il contatto visivo.
  • Non risponde al sorriso. Normalmente un bambino lo fa intorno ai tre mesi di vita.
  • Non si aggrappa e non abbraccia in quanto gli manca questo tipo di riflesso empatico.
  • Ignora i suoi giocattoli o manifesta un insolito interesse per un solo oggetto.
  • Dimostra un interesse esagerato per le mani o si muove in modo stereotipato (un esempio può essere il dondolio continuo).

Altri segni precoci di autismo

  • Il bambino non mantiene il contatto oculare
  • Il bambino non risponde al proprio nome
  • Il bambino non segue gli oggetti con lo sguardo
  • Il bambino non sorride se gli sorridono
  • Il bambino non imita le altre persone

Tappe evolutive atipiche:

  •           A 6 MESI:

assenza di grandi sorrisi o espressioni di gioia e calore

  •           A 9 MESI:

il bambino non emette suoni o non risponde ad essi, non sorride e non emette altre espressioni facciali

  •           A 12 MESI:
  • assenza di “gorgoglii” o di “baby talk”
  • il bambino non emette gesti (come puntare, tendere le braccia) e non risponde ad essi
  •        A 16 MESI: assenza di parole
  • A 18 MESI  lo sviluppo del linguaggio del tuo bambino è in ritardo?
    – Non pronuncia più parole che aveva già acquisito?
    – E’ incapace di eseguire semplici ordini come “Portami le tue scarpe”?
    – Quando gli parli, guarda da un’altra parte invece di incontrare il tuo sguardo?
    – Risponde al suo nome?
    – Sospetti o qualcun’altro sospetta un problema d’udito?
    – Guarda nel vuoto per un insolito lasso di tempo?
    – Sembra che sia spesso nel suo mondo?
  • A 18 MESI un bambino dovrebbe:
  • Indicare col dito
  • Interagire coi suoi fratelli o sorelle
  • Portarti un oggetto da guardare
  • Guardarti negli occhi quando gli parli
  • Seguire il tuo sguardo per individuare un oggetto che tu hai indicato in una stanza.
  • Fare gioco simbolico, per esempio dare da mangiare ad una bambola o far abbaiare un finto cagnolino
  • A 24 MESI: il bambino non cerca di imitare o ripetere le frasi che sente
  • A QUALSIASI ETA’:
  • qualsiasi deficit nel linguaggio e nelle abilità sociali

Trattamento

Le modalità di intervento sono ad oggi diverse. Fra gli approcci ed i metodi più conosciuti ricordiamo il programma TEACCH  acronimo di Treatment and Education of Autistic and Communication Handicaped Children – Trattamento ed Educazione di Bambini con Autismo e

Disabilità della Comunicazione .

Il programma ha come fine lo sviluppo del miglior grado possibile di autonomia nella vita personale, sociale e lavorativa, attraverso strategie educative che potenzino le capacità della persona autistica. Il metodo ABA (Applied Behavior Analysis) – Analisi Applicata del Comportamento

Entrambi nonostante la loro diversità presentano presupposti comuni, quali:

– Riconoscere l’autismo come patologia organica

– Riconoscere come corretto l’approccio comportamentale

Cosa li differenzia:

  • ABA è un metodo educativo altamente individualizzato, che cerca di:

– interpretare il comportamento del soggetto

– modificare tale comportamento sfruttando la formazione di riflessi condizionati, inserendo stimoli artificiali là dove il soggetto non risponde a stimoli naturali

– stimolare l’acquisizione di competenze utili.

  • TEACCH è un modello di organizzazione di servizi, che comprende:

– Presa a carico dal momento della diagnosi e per l’arco di tutta la vita

– Diagnosi e valutazione

– Insegnamento attentamente strutturato per gli allievi

– Programmi educativi individualizzati per gli allievi con utilizzo di tecniche comportamentali

– Counseling e supporto per i genitori

– Gruppi per abilità sociali

– Consulenze e formazione insegnanti

– Unitarietà tra ricerca, trattamento e formazione.

Ciò che si vuole attenzionare al di là della scelta relativa al metodo e/o approccio è la centralità del bambino, è la necessità  di capire come relazionarsi al meglio con questi bambini ed il loro disturbo, come poter  facilitare i loro apprendimenti, come poter far raggiungere  l’autonomia e aiutarli ad apprendere partendo da ciò che sanno  fare.

Ogni  fase dell’intervento con il bambino  è realizzata continuamente, quotidianamente, essa è  alternata da momenti di stasi e non, di salita e di discesa.  È un processo di apprendimento e di crescita “ steps by steps”.

Lo Studio Professionale di Pedagogia Clinica “Paidòs”  realizza:

  • Osservazioni Clinico Pedagogiche;
  • Valutazione attraverso al somministrazione del PEP-3, Profilo Psicoeducativo, rigoroso e efficace strumento per valutare i bambini con disturbi autistici e disabilità comunicative;
  • Incontri periodici con le scuole ed i servizi del territorio;
  • Trattamento clinico pedagogico;
  • Realizzazione del Progetto Educativo Personalizzato;
  • Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)
  • E altro ancora.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *